Hola lettrice, grazie per essere tornata in questo blog.
Inizio dicendo che, la danza del ventre non ha pieno merito a riguardo. Non ci sono mai certezze. A volte ci si trasforma. A volte no. Sentirsi donne forti grazie a lei è come voler dichiarare che senza non potremmo esserlo.
Ovviamente non è così. Il messaggio che voglio mandare attraverso questo articolo è che la danza del ventre è un semplice mezzo, anzi, se crediamo un pochino alla magia, direi che è una bacchetta con coi poter fare grandi salti in avanti, in ogni ambito della vita.
LA FORZA INTERIORE
La forza è una caratteristica complessa. Parliamo di forza interiore, quella che viene allenata di fronte ai periodi di grande stress in cui bisogna gestire le emozioni, avere la capacità di reagire davanti al dolore e sconforto. A volte ci si sente molto giù di morale, scariche, affaticate, anche non appagate. E’ qui che la danza assume un ruolo importante. E’ come tornare alla fonte. Alla nostra fonte. Ci ricorda che di buone energie ne abbiamo ancora, e sono incontaminate.
Ci sono donne ovviamente che non hanno bisogno della danza del ventre – o danza in generale – per diventare o essere forti nella vita, ma per altre la danza è una fonte e un rifugio, uno spazio dove poter attingere alle enormi risorse rimaste nel profondo, un allenamento costante alla disciplina per ricomporre a fine giornata i pezzi della propria personalità.
Le trasformazioni ci sono, solo quando si è pronte ad accogliere le proprie ombre.
Credo fortemente che chi decide di fare danza del ventre ha già di base un carattere forte e trovo necessario parlare di questa FORZA, perchè troppo spesso è data per scontata, talmente scontata che la gioia delle persone che iniziano il percorso in questa disciplina viene spesso ammutolita. E così la forza viene oppressa, non permette di sentirsi totalmente libere perché sabotata, trasformata in peso.
Donne forti in questo mondo ne abbiamo si, e molte non riescono a vivere con intensità la propria libertà.
LA FORZA FA PAURA
La forza delle donne ha sempre intimorito.
La forza della donna spaventa ed è un dato di fatto. La sua indipendenza morale, economica, sociale, lavorativa, emotiva la rende un essere temibile, non facile da gestire per chi concepisce la donna ancora come una creatura che ha bisogno di soccorso.
La forza della donna è: emotiva, mentale, fisica, introspettiva. Si è sempre espressa sotto infinite forme, ma c’è ancora chi pensa che dare al mondo i figli sia una cosa biologica e basta, una cosa talmente naturale da non dargli troppa enfasi.
La donna ha sempre combattuto con la stessa forza dei guerrieri. Può morire per qualcuno che ama.
La forza spirituale della donna è molto forte, sorregge e sopporta tanto, si attiva tanto e ha poco tempo per mettere in ordine se stessa, perché prima c’è la vita fuori tra casa, famiglia, lavoro, progetti, attività… Ma è un individuo che soffre tantissimo e per sua natura ha un’energia che le dà la spinta ad affrontare tutto. A volte riesce a piangere, altre volte congela le lacrime per mantenere un equilibrio, o ha un dolore talmente profondo che le lacrime non riescono più a uscire… preferiscce reagire con il sorriso.
La forza spirituale risiede in quelle donne che sono single, figli o senza figli, che fanno i conti con i loro pensieri ogni giorno per non essere accompagnate, perchè diciamolo, se una donna per troppo tempo non trova qualcuno la società tende a darle un’etichetta, qualsiasi essa sia, l’etichetta comunque se la deve sentire addosso. Ma tante ora sono le donne che hanno imparato a rafforzare i nervi, a rispondere con garbo e a a raccontare di sé senza timore dei giudizi altrui.
La donna quando si ricongiunge alla forza della sua natura, perdona. Riesce a perdonare, sopporta il dolore.
Quando segue le ragioni del cuore, esprime la forza del sentimento umano: aiuta, rassicura, ascolta, crea collettività, collabor, e non rinuncia all’amor proprio. E’ l’educatrice.
Troppi secoli nell’oscurità
Il patriarcato non ha permesso di liberare il suo potenziale, e come ha potuto, se ha potuto, ha agito nell’oscurità, in silenzio senza farsi scoprire, di nascosto senza mai arrendersi. Proprio ora mi viene in mente il film di Michael Jackson… Ci sono vari momenti in cui la figura della madre viene messa in risalto. e sono i momenti quando si fa sentire vicino al figlio, lontano dal padre-padrone violento fisicamente e verbalmente su tutta la famiglia, e quando vedeva Michael soffrire era lì a dargli quelle poche parole che solo le mamme sanno sussurrare. Tante mamme non possono proteggere i propri figli dall’ingiustizia, ma gli danno sentire la voce, per fargli sentire che ci sono sempre. Vicino al cuore. Anche se siamo cresciuti.
La sua forza ancora è troppo scontata o ignorata. Non si sente nè vista nè compresa. E tra le tante cose se comunica al mondo che vuole andare a fare danza del ventre deve reagire alla prima sfida: avere fiducia in quello che sente e soddisfare i suoi bisogni senza ascoltare il parere e il giudizio degli altri. Perché? Perché spesso a questa dichiarazione arrivano i primi colpi che la fanno sentire fuori strada, non a posto con la coscienza, non coerente.
Anch’io ci sono passata…
Avevo venti anni quando iniziai il mio percorso con questa danza, il ragazzo con cui stavo mi lasciò, poi tornò, poi lo lasciai io definitivamente. Il problema era che mi stavo prendendo in mano la mia vita, stavo facendo una scelta dove lui non c’entrava nulla, sentiva che stava perdendo il potere e quindi il controllo su di me. Le lotte sono susseguite con diverse persone, e la cosa triste è quando vieni a incontrare donne che invidiano la tua “libertà” nel fare questa danza. Ma come? Non dovrebbe essere così. Perché non trovano la forza di dire a se stesse <<…desidero anch’io farla liberamente come te.>>???
Ci vuole forza per vivere la libertà!
La forza opprime, o libera. Abbiamo la possibilità di scegliere. E tante scelgono di schiacciare questa forza sotto un peso. E altre, scelgono di iniziare a vivere una nuova energia e guadagnare un benessere che le renderà leggere e libere.
COME LA DANZA DEL VENTRE TRASFORMA LE PERSONE
Il progresso è lento e soggettivo. La prima uscita davanti al pubblico è come una iniziazione. Trapassare emozioni forti come quelle che si presentano durante l’attesa di salire sul palco, o come il fatto di essersi stressate a ripetere continuamente le coreografie, essersi date la priorità investendo qualche soldo in più per apparire donna-danzatrice, genera un cambiamento profondo nella psiche della donna.
La trasformazione è in atto e a volte lo vedo dai loro occhi o il loro modo di camminare quando tornano a lezione. L’ho vista in tutte.
Da qui, la capacità della persona a voler trasformare se stessa grazie alla danza viene messa a dura prova. Il carattere forte c’è ma ancora non esce fuori del tutto…
E’ qui che entra in gioco la capacità dell’insegnante di accompagnare la persona verso il cambiamento che l’attende.
Approfondiamo.
QUANDO IL CARATTERE E’ UNA CARATTERISTICA IMPORTANTE PER TRASFORMARSI
Se tu dovessi scrivere le parole che determinano il tuo carattere quante parole useresti? Provaci. Scrivi però sia pregi sia difetti. Io ho tirato giù diciotto parole per descrivere il mio carattere. Tutti questi miei lati sono stati sollecitati in diverse situazioni con la danza. Una volta ero permalosa, oggi non mi definisco permalosa, anzi, sono la prima che si fa due risate se mi prendi in giro. Ho tradotto l’emozione negativa come il bisogno di avere conferme dall’esterno. Quando ci ho lavorato sopra ho iniziato a ridere. Libera! Non ho bisogno di conferme esterne, e soprattutto non mi interessa più cosa pensano gli altri, come non mi interessa più se piaccio o non piaccio.
Mi piaccio io, nel bene e nel male.
La sensazione che ho provato tutte le volte che ho corretto i miei difetti caratteriali peggiori, era quella di sentirmi più dritta con la postura. In effetti, è come se riuscissimo a raddrizzare il nostro aspetto mettendoci più in linea, centrate.
E’ così che fluisce l’energia dentro di noi. Se abbiamo qualcosa contorto nella mente questo si riflette in tutto, nei pensieri (ovvio), nei gesti, comportamenti, parole e nei movimenti.
Ci vuole carattere per dare voce a ciò che ci mette disagio. Ci vuole carattere a farsi un lungo e sincero discorso.
Quello che per me oggi è più che chiaro è questo: attraverso l’allenamento fisico costante possiamo cambiare la mente, cervello e corpo.
E il carattere si può correggere. Il nostro carattere può cambiare.
La trasformazione è un processo infinito, per questo la danza è una fonte!
LA DANZA E’ FONTE DI TRASFORMAZIONE
Distinguiamo quindi danza da ballo. A ballare balliamo tutti, danzare è un’altra cosa.
Tutti possono imparare a danzare, ma sempre pochi sono quelli che decidono di trasformare.
La danza è una dimensione parallela alla realtà che viviamo e non fa sconti a nessuno. E’ come entrare in un altro mondo dove esistono leggi a cui bisogna sottostare, inutile fare i ribelli, se ti ribelli non è la dimensione in cui puoi stare.
Perché ho scritto non fa sconti a nessuno? Perché rivela la verità. A quella verità noi dobbiamo abbassare l’ego, abbassare le difensive, abbassare l’orgoglio, abbassare le aspettative, abbassare anche i sogni… a volte.
La danza è terra terra, ti ci vuole proprio con i piedi per terra. E’ fatta di “fatiche contandine” io le chiamo, perché è talmente faticosa che è come lavorare la terra, e per vedere i frutti ci vogliono anni. Ci vuole tanto tempo.
Trasformarsi significa aver accettato le regole del suo mondo, significa predisporre se stessi a lacrime e sudore. Oh si, la trasformazione vuole lascrime e sudore, sono le acque che manifestano il nostro amore per lei. E’ una vera fonte. Ci obbliga a sentire che ne abbiamo una dentro.
Grazie per aver letto fin qui. Davvero, ho bisogno di avere le mie lettrici al mio fianco.
Aiutami a divulgare gli articoli e costruiamo insieme un mondo fatto di donne forti che usano la danza del ventre come mezzo di trasformazione.
Buon respiro
